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Musei, Ville storiche, teatri, l'esigenza del manichino è fondamentale per poter realizzare esposizioni uniche e importanti che possano riportare alla luce gli avvenimentri passati.

Una delle ultime forniture con la richiesta di richiesta di 110 busti Vintage uomo e donna è stata realizzata per la mostra “Vestire ilcinema -Danilo Donati e la Sartoria Farani nei capolavori di Fellini  Pasolini e Zeffirelli”  tenutasi da Marzo a Giugno presso Villa Manin di Codroipo (UD).

All’interno dei meravigliosi saloni di  Villa Manin, un centinaio di costumi di scena fra i piú belli mai realizzati al mondo, nella storia del cinema.

Alcuni degli abiti da sogno indossati appartenevano a: il soprano Maria Callas, il poeta Pier PaoloPasolini, Richard Burton, Marcello Mastroianni, Lucia Bosè, Geraldine Chaplin etantissimi altri abiti indossati nei piú grandi teatri del mondo fra il 1950 eil 1960.

 

Villa Manin

Villa Manin di Passariano è una villa veneta situata a Passariano di Codroipo (UD).

Fu la dimora dell'ultimo doge di Venezia, Ludovico Manin. Vi abitò per circa due mesi nel1797Napoleone Bonaparte con Giuseppina Beauharnais. Qui furono condotti molti colloqui per la stipula del trattato fra Francia ed Austria noto con il nome di Trattato di Campoformido (17 ottobre 1797).

La villa è stata dal 2004 al 2008 sede di un centro di arte contemporanea. Ha ospitato grandi mostre internazionali, dalla antologica di Giuseppe Zigaina (fino al 30 agosto 2009), alla grande mostra impressionista "Da Courbet a Monet". La diffusione del Realismo e dell'Impressionismo nell'Europa Centrale e Orientale", in programma dal 26 settembre 2009 al 7 marzo 2010 alla mostra "Munch e lo spirito del nord. Scandinavia nel secondo ottocento" (da settembre 2010 a marzo 2011).

L'edificio è un complesso architettonico monumentale sorto nel Cinquecento per volere del nobile friulano Antonio Manin che, alla perdita del dominio dei mari si concentrò sulle risorse offerte dalla terraferma, impiantando una azienda agricola e ponendovi al centro una casa padronale.

La famiglia Manin, documentata a Firenze sin dal Mille, era giunta in Friuli (Aquileia e Cividale) a seguito delle lotte tra Guelfi e Ghibellini e sostenne quel ruolo e quella politica in terraferma di Venezia che troverà pieno sviluppo nel Cinquecento, epoca in cui Antonio Manin entrò in possesso della gastaldia di Sedegliano e si insedia a Passariano.

La prima fabbrica della villa è ascrivibile tra il 1650 e il 1660.

Negli anni successivi i nipoti Ludovico Manin I e Francesco IV ripresero il progetto, forse aiutati dall'architetto Giuseppe Benone. L'originario aspetto seicentesco della villa differiva radicalmente da quello attuale, dovuto alle trasformazione ed agli ampliamenti settecenteschi voluti da Ludovico II e Ludovido III (detto Alvise) e realizzati prima ad opera dell'architetto veneziano Domenico Rossi (che nel 1707 disegna la piazza quadrata e, dopo il1718, forse realizza la monumentale esedra attuale) e poi da Giovanni Ziborghi, che tra gli anni 1730 e 1740 fece innalzare le barchesse. La sopraelevazione del nucleo gentilizio centrale, eseguita con la consulenza di Giorgio Massari, verrà invece realizzata dopo il 1745. L'ampio parco (oltre 17 ettari), situato nella parte posteriore, sembra dovuto alla volontà del "maestro di casa" Ziborghi.

Il nipote Ludovico Manin la trasformerà successivamente in un complesso organico che, oltre alla funzione agricola, rispecchia altresì una volontà di rappresentanza.

Consistenti interventi ottocenteschi, soprattutto opera di Giannantonio Selva, hanno modificato il parco originario restituendoci oggi un luogo complicato dai rimaneggiamenti e dalle sostituzione delle stesse essenze arboree.

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